Estinzione anticipata del finanziamento con cessione del quinto: sì al difetto di legittimazione passiva della mandataria per il rimborso del premio assicurativo non goduto e commissioni di intermediazione.

Con la recentissima sentenza segnalata, il Giudice di Pace di Salerno ha dichiarato la carenza di legittimazione passiva di una società finanziaria (assistita dallo Studio) in quanto mera mandataria e terza chiamata in un giudizio promosso contro la mandante-banca principale.

Oggetto del giudizio era la richiesta formulata dall’attore in punto rimborso del premio assicurativo e delle commissioni di intermediazione, sulla scorta dell’avvenuta estinzione anticipata del contratto di finanziamento a suo tempo stipulato.

Nel merito, l’attore conveniva in giudizio la banca mandante richiedendo, secondo il principio pro rata temporis, il rimborso del premio assicurativo non goduto e delle commissioni di intermediazione, quale conseguenza dell’estinzione anticipata del finanziamento.

In virtù della domanda spiegata in via principale dall’attore, la mandante chiamava poi in manleva sia la società assicuratrice che la mandataria.

Il Magistrato, tuttavia, richiamato il recente orientamento delle Corti di merito (ex multis: Trib. Torino n. 1354/2016; Trib. Nocera Inferiore n. 165/2017), rigettava la domanda di manleva formulata nei confronti della mandataria.

Questi i motivi: (i) nei rapporti tra mandate e mandataria occorre sempre individuare, “quale controparte effettiva, quella con cui è stato intrattenuto il rapporto”, ossia la mandante; (ii) ai sensi l. 1388 c.c., “gli effetti giuridici del negozio concluso per mezzo del mandatario si producono direttamente nella sfera giuridica del mandante-banca”.

Per tali ragioni, attesa la carenza di legittimazione passiva della mandataria, la domanda di manleva per le commissioni di intermediazione è stata respinta.

Giudice di Pace di Salerno, 25 gennaio 2018, n. 385

Giangiacomo Ciceri – g.ciceri@lascalaw.com

Articolo pubblicato su Iusletter il 12 febbraio 2018

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