Si rende noto che lo scorso 8 maggio, con comunicazione congiunta, la Banca d’Italia e l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (“UIF”) hanno comunicato la sottoscrizione, avvenuta il giorno prima, del Protocollo d’Intesa tra l’UIF e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (“DNA”) – nelle persone, rispettivamente, del Direttore della UIF Claudio Clemente e del Procuratore nazionale Federico Cafiero De Raho – volto a disciplinare le modalità di attuazione della collaborazione prevista dalla normativa antiriciclaggio.

Sul punto si evidenzia, in particolare, che l’art. 8 del d.lgs. 231 del 2007, come modificato dal d.lgs. 90 del 2017, rubricato “Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo”, prevede, tra l’altro, che nell’esercizio delle competenze e nello svolgimento delle funzioni di coordinamento delle indagini e di impulso investigativo ad essa attribuite dalla normativa vigente, la Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo riceve tempestivamente dalla UIF, per il tramite del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, ovvero, per quanto attinente alle segnalazioni relative alla criminalità organizzata, per il tramite della Direzione investigativa antimafia, i dati attinenti alle segnalazioni di operazioni sospette e relativi ai dati anagrafici dei soggetti segnalati o collegati, necessari per la verifica della loro eventuale attinenza a procedimenti giudiziari in corso, e può richiedere ogni altro elemento informativo e di analisi che ritenga di proprio interesse, anche ai fini della potestà di impulso attribuita al Procuratore Nazionale.

A tal fine la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo stipula con la UIF, la Guardia di finanza e la Direzione investigativa antimafia appositi protocolli tecnici, volti a stabilire le modalità e la tempistica dello scambio di informazioni di cui alla presente lettera, assicurando l’adozione di ogni accorgimento idoneo a tutelare il trattamento in forma anonima dei dati anagrafici, necessari per la verifica della loro eventuale attinenza a procedimenti giudiziari in corso e la riservatezza dell’identità del segnalante.

A tal fine, il protocollo prevede, tra l’altro, un più immediato utilizzo delle informazioni contenute nelle segnalazioni di operazioni sospette da parte della DNA e degli organi investigativi e un migliore orientamento delle analisi finanziarie dell’UIF.

L’iniziativa consentirà di rafforzare ulteriormente la collaborazione tra la UIF e la DNA per l’approfondimento di situazioni che emergono dall’incrocio dei dati di rispettiva competenza.

Luca Bettinelli – l.bettinelli@lascalaw.com

Articolo pubblicato su Iusletter il 10 maggio 2018

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