Il Tribunale di Napoli, dando seguito al costante indirizzo giurisprudenziale, ha affermato che è onere del debitore fornire prova dell’adempimento o di fatti estintivi-impeditivi del credito azionato poiché, in difetto, le allegazioni creditorie devono ritenersi provate e incontestabili.

Un consumatore stipulava un finanziamento con una società finanziaria che, in seguito a scissione parziale, conferiva un ramo d’azienda, tra cui il contratto stipulato, ad altra società del proprio gruppo.

Essendosi reso inadempiente la società creditrice (cessionaria del ramo d’azienda) otteneva decreto ingiuntivo nei confronti del consumatore il quale, nei termini di legge, proponeva opposizione, contestando la legittimazione attiva della società, la conformità della copia del contratto all’originale e, nel merito, la debenza delle somme ingiunte.

La società creditrice si costituiva in giudizio chiedendo il rigetto dell’opposizione e sottolineava che, nel caso di specie, la titolarità del credito azionato era dovuta, in via esclusiva, all’intervenuta scissione parziale.

Il Giudice, smarcata la contestazione preliminare sulla scorta della comprovata operazione straordinaria che aveva interessato la società, ha confermato integralmente il decreto.

La sentenza, infatti, chiarisce che, in mancanza di specifiche e comprovate contestazioni del debitore, il disconoscimento del contratto è privo di effetti: “a fronte di un disconoscimento assolutamente generico della conformità della copia del contratto all’originale, parte opposta depositava l’originale del contratto di finanziamento e, successivamente a tale deposito, parte opponente non sollevava alcuna contestazione”.

Allo stesso modo, il Giudice ha affermato che, mancando precise allegazioni difensive del debitore tali da contestare la sussistenza del credito, questo deve ritenersi provato: “considerata la prova del credito fornita dall’opposta, la presente opposizione deve essere rigettata e confermato il decreto ingiuntivo opposto in quanto, in base ai principi generali in materia di onere della prova, a fronte della prova da parte del creditore del titolo negoziale del suo diritto e della allegazione dell’inadempimento del debitore, il debitore, su cui incombeva il relativo onere, nulla ha provato”.

Tali principi, del resto, sono perfettamente aderenti all’indirizzo giurisprudenziale maggioritario secondo cui il debitore, sia in ambito contrattuale che extracontrattuale, ha l’onere di provare l’infondatezza dell’avversa azione: “il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa”.

Tribunale di Napoli, 16 novembre 2018., n. 9964 (leggi la sentenza)

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

Articolo pubblicato su Iusletter il 3 dicembre 2018

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