In data 11 luglio 2018 l’Unità di informazione finanziaria (“UIF”) ha sottoposto a consultazione pubblica lo schema delle Istruzioni con le quali intende disciplinare la materia delle c.d. “Comunicazioni oggettive” dando prima attuazione all’art. 47 del D.Lgs. 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal D.Lgs 25 maggio 2017, n. 90.

In particolare, l’art. 47 D.Lgs. 231/2007 sancisce l’obbligo di trasmettere alla UIF, con cadenza periodica, dati e informazioni selezionati in base a criteri oggettivi, concernenti operazioni a rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Il patrimonio informativo derivante dalle comunicazioni oggettive costituirà una base dati ampia, omogenea e sistematica, utile alla UIF per arricchire le analisi delle segnalazioni di operazioni sospettee per approfondire fenomeni a rischio.

Le Istruzioni in consultazione definiscono modalità e periodicità di inoltro dei dati e il relativo schema segnaletico e regolano i casi in cui i destinatari non sono tenuti a effettuare, sulle stesse operatività ricomprese nel flusso delle comunicazioni oggettive, anche la segnalazione di operazioni sospette.

In questo senso, è stato introdotto un criterio di rilevazione delle operazioni fondato sul superamento di una soglia di importo pari o superiore a euro 10.000calcolato su base mensile e prendendo in considerazione anche eventuali operazioni “cumulate” nel medesimo periodo, singolarmente pari o superiori a euro 1.000 ed effettuate da parte dello stesso cliente o esecutore.

In considerazione della tipologia di operazioni oggetto di comunicazione, il novero dei destinatari è composto da:

  • banche;
  • Poste Italiane S.p.A.;
  • istituti di moneta elettronica (“IMEL”);
  • istituti di pagamento (“IP”).

Di rilievo la previsione volta a chiarire il rapporto tra le comunicazioni oggettive e le segnalazioni di operazioni sospette. Infatti, vengono espressamente individuate le ipotesi in cui le comunicazioni oggettive escludono l’obbligo di segnalazione dell’operazione come sospetta.

Tali ipotesi, riferite alla mancanza di marcate anomalie sotto il profilo soggettivo e di collegamenti con operazioni sospette di diversa tipologia, consentono di contemperare l’esigenza di evitare inefficienti duplicazioni informative nei confronti della UIF, riducendo il rischio di segnalazioni di operazioni sospette motivate da intenti meramente cautelativi, con quella di portare in modo efficace e completo all’attenzione dell’Unità situazioni connotate da significative ragioni di sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Tale soluzione è volta a ridurre, sia per gli operatori sia per le Autorità, adempimenti onerosi non giustificati dalla qualità dei risultati.

I dati richiesti devono essere inoltrati dai destinatari con periodicità mensile. Si segnala, altresì, che in ragione del carattere di riservatezza delle informazioni saranno acquisite dalla UIF per via telematica, attraverso il portale Infostat-UIF.

Inoltre, si precisa che l’obbligo di trasmettere alla UIF comunicazioni oggettive è incardinato sul Responsabile della Funzione Antiriciclaggio, ferma restando la necessità di assicurare un efficace coordinamento informativo con il Responsabile delle segnalazioni di operazioni sospette (“Responsabile SOS”) ai fini delle valutazioni di competenza.

Ad ogni modo, potranno essere trasmesse alla UIF osservazioni e proposte, entro 30 giorni, in formato elettronico all’indirizzo uif@pec.bancaditalia.it.

Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com

Articolo pubblicato su Iusletter il 26 luglio 2018

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