A partire dal 2 ottobre 2018 sono in vigore le nuove disposizioni dettate da Banca d’Italia con l’aggiornamento n. 23 del 25 settembre 2018 alla Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 recante la revisione della disciplina delle Obbligazioni Bancarie Garantite (c.d. “OBG”).

Queste ultime, note altresì come “covered bonds”, sono obbligazioni bancarie connotate da un profilo di rischio molto basso e da un’elevata liquidità. Sono state disciplinate per la prima volta dall’art.7 bis della Legge 30 aprile 1999, n. 130, recante “Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti”. La caratteristica essenziale dei covered bonds è l’elevato ammontare di garanzie e la segregazione degli attivi di qualità primaria su cui gli investitori possono rivalersi in caso di default della banca emittente.

L’emissione di obbligazioni bancarie garantite non è consentita a tutti gli istituti bancari, bensì vi sono specifici requisiti quantitativi da soddisfare, secondo quanto stabilito dalle Disposizioni di vigilanza per le banche, contenuti nel Capitolo 3, Parte III, della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013.

Prima del summenzionato aggiornamento, l’emissione di OBG era unicamente consentita agli enti creditizi facenti parte di gruppi bancari aventi, al momento dell’emissione, i seguenti requisiti:

 fondi propri non inferiori a 250 milioni di euro;

  •  un total capital ratio posseduti a livello consolidato non inferiore al 9%.

La novella non incide sulle previsioni dettate per le banche che soddisfano tali requisiti alle quali, infatti, è consentito avviare programmi di emissione di OBG senza una comunicazione preventiva alla Banca d’Italia.

A seguito dell’intervento in esame, invece, è consentito l’avvio di programmi di emissione di covered bonds anche alle banche emittenti i medesimi titoli obbligazionari e/o cedenti le attività alla società cessionaria, che detengono fondi propri inferiori alla soglia di 250 milioni di euro. Tuttavia, l’avvio di tale programma è sottoposto ad una preventiva valutazione, caso per caso, condotta dalla Banca d’Italia in base ai criteri definiti nelle nuove norme.

Ai sensi del paragrafo 1.2, Sezione II, Capitolo 3, Parte III, la comunicazione alla Banca d’Italia deve dare evidenza dei seguenti elementi:

– gli obiettivi perseguiti attraverso l’emissione, i rischi connessi e l’impatto sugli equilibri economico-patrimoniali della banca attuali e prospettici;

– l’adeguatezza delle policy, dei meccanismi di gestione dei rischi e delle procedure organizzative e di controllo volte ad assicurare l’ordinato e sicuro svolgimento del programma di emissione anche in caso di insolvenza o risoluzione, in specie con riferimento al rispetto dei requisiti organizzativi e dei presìdi previsti dal paragrafo 5;

– l’adeguatezza delle competenze professionali in materia di obbligazioni garantite sviluppate dal personale responsabile dell’amministrazione e dei controlli sul programma;

– il rispetto dei limiti alla cessione degli attivi idonei di cui al paragrafo 2;

– la conformità alle disposizioni riguardanti la composizione del patrimonio separato e il rapporto minimo di collateralizzazione previste dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 14 dicembre 2006, n. 310.

Inoltre, la comunicazione deve essere corredata da una relazione della funzione di compliance che attesta la sussistenza dei requisiti.

Qualora vengano meno i requisiti, la Banca d’Italia può in ogni momento inibire o sottoporre a condizione l’attuazione del programma di emissione, fermo restando quanto previsto dal TUB e dalla Circolare in oggetto in materia di poteri della Banca d’Italia di interventi correttivi e intervento precoce, ivi compreso il potere di vietare operazioni o restringere attività per finalità di contenimento o riduzione dei rischi.

Isabella Frisoni – i.frisoni@lascalaw.com

Articolo pubblicato su Iusletter il 4 ottobre 2018

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