Merita una segnalazione la recentissima pronuncia del Tribunale di Monza – n. 1773/2017 – resa in esito ad un giudizio nel quale lo Studio ha difeso un istituto di credito accusato di aver addebitato oneri illegittimi in rapporti di c/c e di finanziamento chirografario.

L’attenzione del lettore deve cadere non tanto sulle rituali questioni poste al vaglio del Giudice e concernenti il tema dell’anatocismo, delle cms, degli interessi ultralegali, dell’indeterminatezza dei tassi, oltre che della presunta nullità del finanziamento per nullità di causa, quanto sull’aspetto della forma scritta dei contratti contestati.

Parte attrice, in verità in modo abbastanza generico, aveva criticato la modalità di conclusione dei contratti secondo il meccanismo della proposta – accettazione ricavandone, a sua detta, il difetto di forma scritta, non potendo il contratto monofirma integrare i requisiti di cui all’art. 117 TUB.

Con un passaggio che si ritiene opportuno ritrascrivere integralmente, il Tribunale ha affermato: “In realtà, la Banca ha prodotto documentazione contrattuale che non costituisce mera dichiarazione unilaterale ricognitiva del contratto concluso, bensì riproduce il testo con le condizioni ed i patti dell’accordo, posto in forma di lettera di risposta per ricezione ed accettazione, da parte della Correntista, della proposta negoziale della Banca, specificamente sottoscritta sia con riferimento alle condizioni generali di erogazione del servizio, sia relativamente alle condizioni economiche in concreto applicate al rapporto di conto corrente ed ai servizi correlati, anche con riferimento alle clausole soggette a specifica approvazione.

Pertanto, il contratto di conto corrente e quelli relativi alle varie forme di facilitazioni ed il mutuo devono ritenersi perfezionati in forma scritta per effetto dello scambio delle “lettere contratto”, delle quali ciascun contraente conserva il documento sottoscritto dalla controparte.

Peraltro, le lettere di conferma degli affidamenti recano la sottoscrizione in nome e per conto della Banca.

La Banca, dunque, ha provveduto ad indicare dettagliatamente per iscritto, nei contratti sopra richiamati, nel pieno rispetto dell’articolo 117 T.u.b. e dell’articolo 1284, terzo comma, cod. civ., tutte le condizioni economiche pattuite con il cliente, compresi i tassi di interesse ultralegale e le altre commissioni”.

“Aspettando Godot”, quello riportato appare un nuovo messaggio alle Sezioni Unite chiamate a pronunciarsi in merito.

Quanto al giudizio, tutte le contestazioni attoree sono state infine rigettate, con condanna alla refusione delle spese legali.

Giorgio Zurrug.zurru@lascalaw.com

Articolo pubblicato su Iusletter il 9 giugno 2017

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