La Scala ha inaugurato nel 2013 in collaborazione con le Edizioni Henry Beyle la nuova collana Diritti · Società · Frontiere contribuendo a far conoscere un elzeviro che Giani Stuparich pubblicò nel 1952 su “La Nuova Stampa” di Torino.

La ricostruzione di un fatto di cronaca che vide coinvolto il grande storico dell’arte antica, Johann Joachim Winckelmann, assassinato l’otto giugno 1769 alla Locanda Grande di Trieste. Una vicenza giudiziaria nella quale non si fa il benché minimo cenno all’avvocato che prende le parti dell’imputato, reo confesso. L’omicida viene condannato a morte – e orrendamente giustiziato – senza che, a leggere Stuparich, nessuna voce si levi a sua difesa, quantomeno per cercare di mitigare la pena. Insomma l’avvocato non c’è. Vediamo – tra i nostri lettori – chi se ne accorge.

Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn
assassino_di_win