L’inerzia probatoria dell’attrice comporta l’impossibilità di vagliare le censure sollevate e di entrare nel merito delle domande formulate.

Così si è espresso il Tribunale di Trapani, nell’ambito di un giudizio promosso da una società correntista nei confronti di una banca assistita dallo Studio, al fine di ottenere la restituzione delle somme asseritamente illegittime, addebitate in conto corrente.

Il Giudice adito ha, dapprima, evidenziato come i criteri di riparto dell’onere della prova non mutino nelle controversie bancarie e, pertanto, l’attore in ripetizione è tenuto a provare l’inesistenza di una giusta causa delle attribuzioni patrimoniali. Per ottemperare a detto onere il medesimo deve produrre in giudizio, a sostegno della propria domanda, sia i contratti oggetto di contestazione, sia gli estratti conto.

Infatti, “per la ricostruzione della movimentazione contabile è essenziale, in primo luogo, l’acquisizione degli estratti conto e del contratto, i quali devono essere prodotti o dalla banca, se è questa ad avere promosso la causa (anche con ricorso per decreto ingiuntivo), o dal cliente, se è questi a promuovere, come nella specie, il giudizio per l’accertamento negativo del credito e ripetizione degli importi illegittimamente addebitati”.

In difetto, il Giudice è nell’impossibilità di vagliare le domande ed eccezioni di parte attrice. Si legge a tal proposito nella sentenza: “il mancato deposito dei contratti impedisce di affrontare una serie di questioni poste dall’attrice. Ad esempio, la mancata produzione del contratto ostacola qualsiasi valutazione in merito alla pattuizione di interessi intederminati o alla stessa pattuizione della c.m.s. Non è possibile vagliare, tra l’altro, né la legittima applicazione della commissione di massimo scoperto, ossia se essa sia stata contrattualmente prevista, né se sia stato correttamente effettuato il conteggio degli interessi utilizzando la data effettiva delle valute versate, né, infine, se siano state correttamente imputate le spese per le singole operazioni.(…) Infine parte attrice ha omesso di produrre la serie continua di estratti conto, così impedendo la ricostruzione contabile e la verifica degli addebiti”.

Da ultimo, il Tribunale di Trapani ha rammentato che il Giudice non può ordinare alla banca convenuta ex art. 210 c.p.c. l’esibizione della documentazione bancaria mancante e non prodotta da parte attrice; l’autorità giudiziaria, infatti, non può supplire al mancato assolvimento dell’onere della prova a carico di parte istante, la quale avrebbe potuto di propria iniziativa acquisire copia della documentazione e produrla in giudizio.
Le domande di parte attrice, di conseguenza, sono state interamente rigettate.

Tribunale di Trapani, 5 marzo 2019, n. 250

Articolo pubblicato su Iusletter il 9 luglio 2019

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